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Report gratuito · edizione 2026

L’inventario che quasi nessuna azienda ha.

Prova a elencare, con precisione, ogni strumento di intelligenza artificiale che qualcuno nella tua azienda usa oggi per lavoro. Nella grande maggioranza delle aziende questo elenco non esiste — e nessuno ha la responsabilità di tenerlo. Questo report ti porta ad averlo in una settimana, con mezz’ora di lavoro.

  • L’esperimento dei cinque minuti che rivela dove sei scoperto
  • Il registro degli strumenti di AI: sei colonne, pronte da compilare
  • Le cinque domande di autodiagnosi, prima di spendere un euro
  • Le date dell’AI Act che riguardano anche te — e cosa significano in pratica
  • Le cinque domande da fare a chi ti vende l’AI, noi compresi
  • Il primo passo da lunedì, senza consulenze e senza software
Copertina del report: L'inventario che quasi nessuna azienda ha
Scarica il report — PDF, 8 pagineGratuito · ti chiediamo solo nome ed email

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Otto pagine in PDF. Ti chiediamo i dati perché il report è il primo passo di una conversazione, non un file da lasciare cadere nel vuoto: se poi vorrai parlarne sappiamo già chi sei. Non lo giriamo a nessuno.

Entrambe le caselle sono necessarie per scaricare il report.

«Un sistema immunitario non serve principalmente ad attaccare. Serve a distinguere: riconoscere cosa appartiene all’organismo e cosa è estraneo, cosa va lasciato in pace e cosa va fermato prima che faccia danno.»

Da «L’AI è addestrata su tutto. Tranne sulla tua azienda.» di Riccardo Biolo — il libro da cui questo report è tratto.

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Nessun allarme

La prima domanda non è «cosa devo fare per essere in regola», ma «quanto rischio genera davvero il modo in cui uso l’AI». Per la maggior parte delle PMI la risposta onesta è: meno di quanto ti venga raccontato. Il report lo dice apertamente, con le date e i riferimenti del regolamento.

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Solo cose che puoi fare da solo

Il registro si apre con un foglio condiviso, l’esperimento si fa in cinque minuti, la diagnosi in una riunione. Se poi dal registro esce qualcosa che non sai classificare, sai già qual è il passo dopo — e quanto ti costerebbe, prima ancora di parlarci.

03

Verificabile riga per riga

Ogni affermazione ha la sua fonte: gli articoli del regolamento, le date ufficiali, le storie documentate nel libro. Un report che ti insegna a fare domande scomode ai fornitori non può permettersi di non reggerle lui per primo.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno davvero

01

L'AI Act riguarda anche la mia azienda se non sviluppo intelligenza artificiale?

Sì. Il regolamento distingue i fornitori, che sviluppano i sistemi, dai deployer, che li utilizzano nella propria attività professionale. Entrambi hanno obblighi. La maggior parte delle imprese italiane è deployer.

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Siamo una piccola impresa. Vale lo stesso?

Il regolamento non esenta le PMI, ma prevede criteri di proporzionalità: gli obblighi sono graduati sul rischio del sistema, non sulla dimensione dell’impresa. Sul piano sanzionatorio la dimensione conta: per le PMI e le piccole imprese a media capitalizzazione l’art. 99 prevede il minore fra l’importo fisso e la percentuale del fatturato. In pratica, per una piccola impresa il lavoro è più breve e meno costoso, non assente.

03

Potete certificare la nostra conformità all'AI Act?

No, e nessuno può farlo. Non esiste una certificazione di conformità all’AI Act rilasciabile come atto autonomo da un consulente. Esiste la certificazione ISO/IEC 42001 sui sistemi di gestione dell’AI, che è cosa diversa e va rilasciata da un organismo accreditato, non da noi. Noi produciamo la documentazione con cui puoi dimostrare come sei arrivato alle tue conclusioni; il giudizio finale spetta all’autorità.

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Serve la ISO/IEC 42001?

Non è obbligatoria, e non dà presunzione di conformità all’AI Act perché non è una norma armonizzata. È utile in tre casi: se hai clienti che la richiedono, se partecipi a gare dove è premiata, se hai bisogno di dimostrare la governance dell’AI in modo strutturato. Per molte PMI non serve, e te lo diciamo.

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Cosa succede se arriva un controllo?

In Italia l’autorità di vigilanza del mercato è ACN, che dispone di poteri ispettivi e sanzionatori; nei settori bancario, finanziario e assicurativo il ruolo resta a Banca d’Italia, Consob e IVASS. Se hai un registro aggiornato, le classificazioni motivate e le evidenze della formazione, hai gli elementi per rispondere in modo ordinato. Non possiamo prometterti che non riceverai contestazioni, e diffida di chi lo fa.

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Abbiamo già un DPO. Serve lo stesso?

Sì, e il DPO è il nostro interlocutore naturale. L’AI Act e il GDPR sono normative distinte con perimetri diversi: il DPO presidia il trattamento dei dati personali, noi il ciclo di vita dei sistemi di AI. Lavoriamo spesso su incarico del DPO, che mantiene la titolarità del progetto.

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Quanto tempo serve?

Lo screening iniziale dura due giorni. La mappa completa richiede circa cinque settimane per una PMI. Un progetto di conformità completo, sette-nove settimane. I progetti su sistemi ad alto rischio richiedono di più e li quantifichiamo caso per caso.

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È finanziabile?

In parte, e non automaticamente. Il bando Voucher Doppia Transizione copre fino al 70% delle spese di consulenza specialistica e formazione in regime de minimis. Massimali e scadenze li stabilisce la singola camera di commercio e l’assegnazione è a sportello: verifichiamo la tua posizione prima di inserire il contributo in un preventivo.